giovedì 11 novembre 2010

Cloud Computing libero

Intanto diamo un accenno a cosa significa "cloud computing" (letteralmente "computando in rete") e per quale motivo si reputa importante, soprattutto per realta' piccole, come professionisti, piccola media impresa e tutte quelle grandi organizzazioni dove l'informatica e i calcolatori non sono facilmente gestibili, come la scuola, perche' mancano le professionalita' e le risorse adeguate presso i plessi operativi.

Tablet, Netbook, Internet Tv, sono dispositivi la cui adozione e semplicita' di utilizzo rende ubiquita la possibilita' di accesso alla rete da parte di chiunque: da casa, in salotto, per strada, camminando, a scuola, ovunque noi siamo, possiamo connetterci alla rete internet (HTTP/TCP/IP) e tramite il browser http (Chrome) o le applet (Android Market) saremo in grado di comunicare via http (un particolare protocollo di rete) con diversi software applicativi o piattaforme informatiche che "girano" ovvero vengono eseguite da un computer che sta in rete, in un posto non meglio identificato, che chiamiamo "nuvola". Tramite l'architettura standard SOA "Service Oriented Architecture" si realizza addirittura un layer di servizi online ciascuno dei quali porta avanti funzionalita' che vengono pubblicate e rese disponibili a tutta la "rete" di applicazioni.

Dunque, sul nostro dispositivo terminale, quello che teniamo in mano, sul banco o in salotto, avremo soltanto l'interfaccia grafica-multimediale che serve a noi per comunicare con il computer, mentre tutto il lavoro verra' svolto in rete (nella nuvola internet) da applicazioni delle quali non potremo neppure conoscere l'ubicazione reale. Basti pensare che anche i computer su cui "girano" queste applicazioni non hanno una fisicita' reale, ma sono istanze "virtuali" di computer (sui quali vengono poi installati sistemi operativi e applicazioni) che non hanno consistenza fisica, ma sono "immagini" nella memoria di un cluster di tanti computer che possono essere "smistati" dall'uno all'altro in funzione del loro carico di lavoro.

Dei servizi liberi (pagati dalla pubblicita') messi a disposizione da google abbiamo gia' detto. Il sistema operativo Android (basato su linux e pensato per i tablet-cellulari-televisioni) e il browser chrome, diventano un ambiente ideale, aperto, per adattarsi a qualsiasi tipo di dispositivo terminale e fornire la piattaforma di base per il cloud computing, facilmente adattabile per qualsiasi esigenza, compresa la gestione automatica dei processi scolastici: amministrativi, informativi, didattici, aggregativi.

Per sviluppare e rendere disponibili i servizi di cloud computing, esistono numerose soluzioni, come ad esempio le soluzioni totalmente gratuite di Amazon e Ubuntu. La "Nuvola Italiana" viene resa disponibile da Telecom Italia, che ha anche dato vita a un laboratorio specifico dedicato alla scuola. Anche la associazione Dschola mette a disposizione servizi di web hosting per tutte le scuole oltre a fare costante attivita' divulgativa. La societa' CapGemini ha appena realizzato un importante progetto a Brindisi, presso ITC Majorana, del quale ha dato comunicazione in settembre.

La pubblica amministrazione fornisce direttamente un numero sempre crescente di servizi, accessibili direttamente dal portale http://www.vivifacile.gov.it/ nel quale spicca il servizio scuola mia dedicato alla scuola. Interessante leggere la tesi di laurea Ovunque Scuola che realizza un portale web dedicato alla scuola con modalita' cloud computing.

Si tratta dunque di cominciare a prendere in mano tutti i processi della scuola sperimentando le applicazioni pratiche del cloud computing per includere genitori, docenti e studenti nei processi amministrativi di comunicazione e della definizione del materiale didattico.

mercoledì 10 novembre 2010

Kno il tablet educativo che rivoluziona il modo di imparare

Santa Clara-based Kno Inc. ha annunciato il Martedì dettagli sui prezzi per il suo prossimo tablet educativo. La compressa da 14.1 pollici singolo comincerà a $ 599, mentre il più grande, versione dual-screen sarà disponibile per $ 899.

Il singolo schermo Kno è disponibile in una versione da 16GB per $ 599, mentre il 32GB costa $ 699. L'opzione dual-screen, nel frattempo, al dettaglio di $ 899 per uno da 16GB e $ 999 per 32GB. La società è ora di accettare pre-ordini per i dispositivi, che sarà disponibile entro il 20 dicembre, secondo il sito Web Kno. Il Kno viene fornito con una garanzia di un anno e la politica di restituzione a 30 giorni.

Il Kno - abbreviazione di conoscenza - è un tablet touch-screen destinati ad essere utilizzati in sostituzione di libri di testo tradizionali. Può sostenere il materiale didattico, prendere appunti, accesso al Web, applicazioni educative, media digitali, la condivisione, e di più, ha detto la società.
Kno Inc. ha mostrato il primo tablet dual-screen a D8 a giugno. Nel mese di settembre, la società ha anche annunciato piani per una versione a schermo singolo.

"Kno gli straordinari benefici rappresentano solo una piccola frazione del costo complessivo del college, ma il suo impatto sulla studente carriera e l'energia che aggiunge l'esperienza, l'emozione di apprendimento, e l'ultimo grado-è drammatico", Osman Rashid, co-fondatore e chief executive di Kno, ha detto in una dichiarazione. "Anche meglio, quando si esegue il calcolo, si paga effettivamente per sé e salva ancora 1.300 dollari in costi di libro di testo digitale."

Libri per la tavoletta saranno venduti attraverso la libreria Kno, che sarà accessibile sul dispositivo. A partire da oggi, gli studenti possono anche sfogliare la libreria di kno.com / store / libri.

Kno ha detto che avrà "decine di migliaia" di libri di testo disponibili da editori come Cengage, McGraw Hill, e Pearson. La società ha recentemente aggiunto selezioni da Macmillan, Bedford, Freeman & Worth e Holtzbrinck così come BarCharts Publishing, Kaplan, Random House e un gran numero delle University Presses.

Kno detto che è stato beta testing la versione a singolo e doppio-schermo del tablet con gli studenti. "I miei libri sono diventati più interattivi e la possibilità di scrivere note a mano elettronico sulle pagine di libro si è cambiato il mio modo conservare le informazioni," Melissa Lin, un sophomore laureando in biologia all'Università di Berkeley, ha detto in una dichiarazione fornita da Kno.

http://kno.com/the-kno/get-yours

http://kno.com/books


All new educational tablet that revolutionizes how you learn…

The Kno gives you everything you need to read books, write notes, highlight passages, browse the web, research and study – in one portable package. And you'll save money (and your back!) with electronic textbooks.

Experience Hands-On Learning

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With an expansive Single or Dual touch screen and a pen stylus for a natural writing experience, the Kno will transform the way you learn.

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We Studied How You Study


giovedì 4 novembre 2010

seminari nazionali Dschola - ABCD


Dschola festeggia i 10 anni di attività e vi propone due seminari nazionali sul tema del futuro della scuola e del libro scolastico.
 
11 NOVEMBRE - DALL'E-BOOK ALLA LIMNuovi libri per una scuola digitale
AUDITORIUM ITI MAJORANA - GRUGLIASCO (TO) - 14.00/18.00
Per conoscere il futuro del libro digitale verranno presentati i prodotti più innovativi dedicati all'apprendimento: interfacce 3D, touchscreen, timeline, dizionari tascabili, libri configurabili dal docente, hypervideo e ambienti di apprendimento evoluti pensati appositamente per poter essere utilizzati in classe sull'hardware di nuova generazione come LIM, Tablet e Netbook. Diretta streaming su 
www.dschola.it
 
17 NOVEMBRE - FRA E-BOOK E MULTITOUCHLa scuola per i nativi digitali
ABCD - FIERA di GENOVA - SALA LIGURIA - 14.00/18.00
La visione Dschola sul futuro della scuola, il convegno sarà anche l’occasione per presentare esperienze e soluzioni che Dschola ha realizzato negli anni per favorire e sostenere l’introduzione delle ICT nella didattica,attraverso il racconto diretto dei suoi protagonisti.
 
DAL 17 AL 19 NOVEMBRE 2010 AD ABCDVi aspettiamo al nostro Stand al Padiglione B – primo piano, per illustrarvi i nostri progetti in modo più approfondito e provare alcune tecnologie innovative: la LIM di terza generazione, il Time Machine Visor e alcuni prototipi realizzati con Arduino.
 
 
Gli inviti sono rivolti agli esperti di didattica, agli autori, ai docenti e dirigenti scolastici, ai docenti coinvolti in Classi 2.0 e LIM, agli educatori, alle figure strumentali area TIC, alle figure di sistema ForTIC B e C, ai responsabili di laboratorio/rete delle scuole e alla pubblica amministrazione.
 
Si allegano i volantini ed i programmi degli eventi.
 

La responsabile dei prodotti Google

Google ha per prima realizzato un modello di business basato sulla pubblicita' che, contrariamente a come avviene per la televisione commerciale, non "interrompe" il flusso del pensiero di chi guarda, ma si rende disponibile passivamente, attendendo il consenso del cliente, che ha sempre il controllo. Il  primo prodotto di google e' il motore di ricerca, rapido ed esaustivo, grazie al sofisticato algoritmo copiato da una idea originale di un italiano che non ci ha mai fatto un soldo. Dalla classica home page bianca, google ha esteso i suoi servizi online di cloud computing (nuvola internet) gratuiti per tutti, notizie, email, documenti, calendario, agenda, gruppi, siti, blog, foto, video. Tutti questi servizi sono nati in sordina, a poco a poco, seguendo con attenzione le esigenze primarie dei clienti. Con la acquisizione di youtube,  entra pesantemente nel broadcasting multimediale, cominciando quel percorso che la portera' a collidere direttamente con giornali e televisioni di tutto il mondo. Dopo aver promosso la open handset alliance, un consorzio di produttori che sostiene lo sviluppo e supporto di Android, Google ha realizzato lo standard di fatto aperto per tutti i dispositivi mobili (cellulari, tablet, consolle) e in generale tutti i sistemi di controllo embedded o "imbarcati", come dicono i francesi, entro qualsiasi oggetto che abbia necessita' di gestione elettronica. La definizione della piattaforma GoogleTV che puo' essere inserita in qualunque televisore o dispositivo, che uscira' in anteprima per Natale sulle televisioni di Sony e nel dispositivo di Logitec, che tutti i costruttori stanno adottando, rendera' di fatto questo standard la base operativa anche delle televisioni future, che renderanno internet e la IPTV insieme a tutti i canali televisivi comunque trasmessi, incluso satellitare, digitale terrestre e via cavo, direttamente fruibili insieme e integrati in un unico dispositivo all'interno del salotto di casa. Il totem. Tablet android e googleTV porteranno internet nelle case di tutti, come dato di fatto, nel giro di pochi anni.

Ritengo dunque interessante che nelle scuole si sappia chi e' google, potendo vedere questo video in inglese direttamente su internet, realizzato da Digg, una azienda che consente di votare le notizie; in questo caso le domande da porre alla persona intervistata. Un intervistatore di Digg legge le domande che hanno ricevuto il maggior numero di voti, esattamente come la domanda e' stata formulata online.
Per vedere tutte le interviste pubblicate da digg, basta andare al link http://tv.digg.com/diggdialogg/

Marissa Mayer e' la matricola numero 20 di google, che ha diretto lo sviluppo dei piu' importanti prodotti dell'azienda e oggi ricopre la carica piu' importante dal punto di vista strategico, con la responsabilita' su tutti i prodotti e servizi di google. Ha recentemente ospitato il presidente Obama a casa sua e in questo video risponde apertamente a tutte le domande, anche quelle piu' imbarazzanti, senza alcuna reticenza, nella tradizione della trasparenza americana. Sarebbe bello che qualsiasi italiano si abituasse a comportarsi in questo modo. Speriamo che possa essere insegnato fin dalla scuola primaria. Ovviamente ci sono due grosse barriere da abbattere: il digital divide e il language divide, ma confido che sia chiaro a tutti perche' non possiamo permetterci di tagliare fuori i nostri figli dal resto del mondo.

mercoledì 3 novembre 2010

Utilizzare i Social Network nella didattica


Caterina Policaro
@catepol Potenza, Italy
Italian Multitasking Blogger and Teacher neverending present continuous.
http://www.catepol.net

recensione dal blog del maestro Roberto
Segnalo molto volentieri questa presentazione curata da Caterina Policaro in occasione della recente ultima edizione dello SMAU. Si parla di rapporto tra Social Networks e i nostri ragazzi, partendo dalla constatazione che il loro utilizzo si sta diffondendo rapidamente anche tra i bambini della scuola primaria.
Quando poi si prendono in esame i dati relativi all'utilizzo di queste piattaforme, ci si rende conto delle potenzialità in prospettiva didattica, considerato che la maggior parte delle risposte evidenziano un uso legato alla comunicazione con amici e alla condivisione di materiali.
Da qui l'esigenza per un insegnante, professionista dei linguaggi, di non trascurare un linguaggio così diffuso e vicino all'esperienza dei bambini e di verificare come integrare questi nuovi strumenti con le esigenze della didattica in un'ottica di stimolo e miglioramento.
Da qui Caterina muove per proporre strumenti didattici che, utilizzando la stessa architettura tecnologica dei vari Facebook  o Twitter, sono stati progettati per un utilizzo didattico e tra questi, propone Edmodo, che segnalai qualche tempo fa.

martedì 2 novembre 2010

Marco Marinucci - Rai International

Professional Activities

Google inc.: Strategic Partnerships, Content Acquisition

Mind the Bridge foundation: founder and executive director

Bambini e Nuovi Media: una ricerca di People


I bambini, i genitori e l'impatto della rivoluzione digitale

Il 72% dei genitori italiani fatica a gestire la relazione dei figli con i media, vecchi e nuovi, anche se ormai cellulari e internet vengono considerati dalla maggioranza delle persone un valido supporto per tenersi in contatto e facilitare l'apprendimento dei bambini. Una serie di interessanti dati emergono da una ricerca, presentata nei giorni scorsi a Milano e commissionata alla Società People da un innovativo gruppo di soggetti (Google, Vodafone e la Fondazione Ugo Bordoni), messi insieme da Terre des Hommes, organizzazione leader nella protezione dei diritti dell’infanzia
Due ragazzini davanti al computerIn occasione della consegna a Milano del Child Guardian Award - terza edizione del premio promosso da Terre des Hommes, dedicato alle imprese che tutelano l’immagine dei minori nella pubblicitàconiugando il rispetto dei diritti dell'infanziacon un linguaggio comunicativo efficace - è stata anche presentata un'interessante ricerca commissionata alla Società People, da un innovativo gruppo di soggetti (Google, Vodafone e la Fondazione Ugo Bordoni), messi insieme dalla stessa Terre des Hommes, organizzazione leader nella protezione dei diritti dell’infanzia.
Al centro di tale studio - denominato Bambini e Nuovi Media: una ricerca di People per Terre des Hommes - vi è stata per la prima volta non solo la relazione tra bambini, "nuovi" (Internet, cellulare, social network e videogiochi) e "vecchi" media (TV, giornali e radio), ma anche il sempre più complicato ruolo svolto dai genitori in questo rapporto spesso "caldissimo".

La rivoluzione digitale, infatti, abbracciata entusiasticamente dai bambini, mette a dura prova proprio i genitori, che non sempre hanno la consapevolezza o le competenze per supportare i figli a un uso responsabile dei media. La ricerca, dunque, delinea un quadro in cui solo una minoranza di genitori è consapevole dell'importanza di spendere tempo per accompagnare con competenza, regole e dialogo i figli nel mondo dei media che cambia, con nuovi linguaggi, nuove opportunità, ma anche nuove insidie, mentre a vari livelli la maggioranza rischia di lasciarli soli, abdicando al proprio ruolo di genitori, con il rischio di rendere più conflittuale il rapporto in famiglia.
E così - pur spaesati e incerti di fronte a un contesto che faticano a comprendere e regolare - gran parte dei genitori italiani non dimostra molta voglia di aggiornarsi, demandando spesso alla scuola l'educazione ai media.

Alcuni dati emersi dallo studio. Solo il 18% dei genitori - quelli che la ricerca definisce Esperti - sembrerebbero non solo conoscere le nuove tecnologie, ma anche essere disposti a svolgere fino in fondo il loro ruolo, dosando regole chiare e semplici con il dialogo e la capacità di affiancarsi ai figli. La parte restante del campione, invece, oscilla tra ansia, compiacimento spesso immotivato e un imprudente permissivismo. I più numerosi sono i cosiddetti Ansiosi (ben il 35% degli intervistati), che coscienti di essere impreparati davanti alla continua evoluzione tecnologica, si rifugiano in divieti che non solo non sanno argomentare, ma che a volte finiscono per non saper imporre.
Dai divieti non spiegati al compiacimento, il passo, in termini statistici, è breve. Infatti, il 26% dei genitori italiani, iCompiaciuti, si dimostrano orgogliosi del fatto che i figli sappiano utilizzare bene i nuovi media e considerano l’esposizione massiccia agli stimoli dei diversi apparecchi elettronici semplicemente come segno di intelligenza e autonomia. Perciò non sembrano intenzionati a mettere freni alla "dieta mediatica" dei figli. Chiudono la classifica iPermissivi, il 21% del campione, che finiscono per lasciare ai media il compito di bàlia.

«Occorre intervenire al più presto - dichiara Raffaele Salinari, presidente della Federazione Internazionale Terre des Hommes - ricordando ai genitori che proteggere i bambini significa saper dosare regole e dialogo, limiti e capacità di accompagnarli verso una maggiore autonomia. Un ruolo importante lo deve svolgere la scuola, ma sono i media stessi che possono e devono avere un ruolo decisivo nell'accompagnare i genitori alla riconquista della funzione perduta di educatori».
Impossibile? Forse no, visto che proprio grazie al contributo dei media e della scuola sembra essere stata vinta la battaglia della sicurezza online, che vede genitori e figli sempre più consapevoli dei rischi di adescamento,cyberbullismo e pedofilia. «I grandi sforzi che le aziende più responsabili stanno facendo per assicurare il livello più elevato di sicurezza ai minori che usano i new media - annota ancora Salinari - sono ben rappresentati dal pool che si è raccolto attorno alla ricerca di People e Terre des Hommes, mostrando grande sensibilità e capacità di visione a lungo termine». (Barbara Erba) 
Una sintesi della ricerca Bambini e Nuovi Media è disponibile cliccando qui. Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Terre des Hommes Italia, tel. 02 28970418, ufficiostampa@tdhitaly.org.

ScuolaMia servizi online di comunicazione scuola-genitori

Pagella online, comunicazioni via sms sulle assenze, prenotazione dei colloqui con i docenti e richiesta di certificati: sono alcune delle iniziative che rientrano nel processo di digitalizzazione della scuola italiana, presentate oggi dal ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, e il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

I ministri hanno spiegato che i servizi sono in buona parte già attivi attraverso il portale internet  “Scuola Mia”  (www.scuolamia.pubblica.istruzione.it): da gennaio ad oggi sono state oltre 2.400 le scuole di ogni ordine e grado che su tutto il territorio nazionale hanno spontaneamente aderito all’iniziativa.

Attraverso “scuola Mia” i genitori possono ricevere comunicazioni sulle assenze ingiustificate dei figli via sms, prenotare colloqui con gli insegnanti e chiedere certificati, «senza code e senza dover chiedere permessi lavorativi», ha osservato il ministro Gelmini. Per un risparmio annuo stimato di 120 milioni di euro.

Per gli studenti sono previsti anche dei badge nominativi, attivi dal 2008, «per rilevare l’ingresso e l’uscita dall’aula» - ha precisato Gelmini - e per «accedere ai servizi» come «mense, biblioteche e fotocopiatrici»: sono state realizzate già oltre 3 milioni di “carte” e «presto» ne verranno stampate «altre 600 mila».

L’offerta dei servizi riguarderà, nel prossimo futuro, le iscrizioni e i pagamenti online, la consultazione del rendimento scolastico e la Posta elettronica certificata (Pec). Entro dicembre 2010 tutti i dirigenti scolastici saranno dotati di firma digitale. Inoltre, entro il 2012 saranno distribuite 32.800 lavagne interattive multimediali per 850 mila studenti e verranno formati 210.000 insegnanti. Per la tecnologia nelle scuole del Mezzogiorno, ha poi ricordato Gelmini, sono stati utilizzati 237 milioni di euro dai fondi Pon per realizzare 6.900 laboratori, acquistare 60 mila pc e 8 mila lim. Il Miur ha anche pubblicato bandi per finanziare progetti collegati al portale dei servizi per le scuole superiori: è previsto un contributo fino a mille euro per istituto (1.025 scuole hanno già aderito); oltre il 70% dei progetti riguarda il registro elettronico di classe, il 60% la rilevazione automatica delle assenze.

L’adozione di nuovi sistemi tecnologici migliorerà anche le chiamate per i supplenti. Rispondendo a un preciso obiettivo di semplificazione del processo a carico delle segreterie scolastiche, e poggiandosi sulla piattaforma “Vivifacile” (www.vivifacile.gov.it), Brunetta e la Gelmini hanno spiegato che a partire dal 2011 la convocazione avverrà in forma totalmente digitale attraverso l’invio di messaggi di avviso sul telefono cellulare e di una comunicazione mail sulla casella “pec” del supplente attraverso il servizio Postacertificata.

Oltre alla semplificazione del processo, si otterrà una maggiore trasparenza con la completa tracciatura della convocazione e una riduzione delle spese di funzionamento telefoniche e postali. I risparmi si possono quantificare in più di 20 milioni di euro annui per costi relativi a telefonate, fax, telegrammi e spese di personale da dedicare ad altre mansioni. «Oltre 500mila supplenti - ha spiegato Brunetta - saranno dotati di posta elettronica certificata, che consentirà loro di essere avvertiti in tempo reale.

Associazione italiana per l'Open Government


Manifesto per l’Open Government

L’Open Government (letteralmente “Governo Aperto”) è innanzitutto una dottrina secondo cui l’amministrazione deve essere trasparente a tutti i livelli e consentire un controllo continuo del proprio operato mediante l’uso delle nuove tecnologie. Non è un’idea nuova: un’amministrazione che intavola una costante discussione con i cittadini, in modo da sentire quello che hanno da dire, e che prende decisioni basate sulle loro necessità.
Tutto questo, che era già auspicabile per un’amministrazione tradizionale, oggi diventa possibile grazie alle tecnologie e agli strumenti di partecipazione della Rete.
Nell’attuale periodo di crisi e cambiamenti tecnologici, l’Open Government rappresenta un’incredibile occasione per rendere l’Amministrazione trasparente ed efficiente, dare impulso all’economia e migliorare la qualità della vita delle persone.
I seguenti principi rappresentano un invito all’azione, suggerendo i cambiamenti richiesti alle Amministrazioni.
1 – Governare con le persone
La partecipazione attiva è un diritto e un dovere di ogni cittadino. L’Open Government si propone di creare le condizioni organizzative, culturali e politiche affinché questo venga esercitato con pari opportunità per tutti.
2- Governare con la rete
La Pubblica Amministrazione deve far riferimento a un nuovo modello organizzativo che abbandoni la logica burocratica verticale di gestione dei servizi pubblici a favore di una logica orizzontale, in grado di coinvolgere i diversi attori pubblici, privati e del non profit, nel raggiungimento di un obiettivo comune.
Tale obiettivo può essere perseguito attraverso un efficace uso della Rete.
3 – Creare un nuovo modello di trasparenzaL’Amministrazione deve agire in modo da garantire sempre la più completa trasparenza dell’attività di governo e la pubblicità di tutto ciò che è relativo al settore pubblico.
Fornire ai cittadini tutte le informazioni sull’operato dell’Amministrazione è indispensabile per realizzare un controllo diffuso sulle attività di governo e sulla gestione della cosa pubblica.
4 – Trattare l’informazione come infrastrutturaI dati delle Pubbliche Amministrazioni devono essere accessibili a tutti sul Web in formato aperto, gratuitamente ove possibile, e – in ogni caso – con licenze idonee a consentire la più ampia e libera utilizzazione.
La disponibilità di dati aperti è, di fatto, l’infrastruttura digitale sulla quale sviluppare l’economia immateriale. Le Pubbliche Amministrazioni, liberando i dati che gestiscono per conto di cittadini e imprese, possono favorire lo sviluppo di soluzioni da parte di soggetti terzi e contribuire in modo strategico, allo sviluppo economico dei territori dalle stesse amministrati.
5 – Liberare i dati pubblici per lo sviluppo economico del terzo millennioLe Pubbliche Amministrazioni devono concentrarsi sulla produzione, classificazione e pubblicazione di dati e informazioni grezzi e disaggregati, lasciando, salvo eccezioni espressamente previste dalla legge, all’iniziativa privata lo sviluppo di applicazioni ed interfacce per la loro rielaborazione, consultazione e fruizione.
Un orientamento della Pubblica Amministrazione verso l’Open Data offre nuove opportunità a chi investe nella Rete, incentivando la crescita di nuovi distretti dell’economia immateriale che rappresenterebbero un nuovo modello di produzione da affiancare a quello tradizionale oggi in crisi e, troppo spesso, sostenuto dagli aiuti di stato.
6 – Informare, coinvolgere, partecipare per valorizzare l’intelligenza collettivaLa rete moltiplica il potenziale delle intelligenze coinvolte e aumenta l’efficacia dell’azione amministrativa.
Le dinamiche organizzative ed i procedimenti della Pubblica Amministrazione vanno ripensati per  migliorare la qualità dei processi di informazione,  facilitare il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i cittadini, diffondere la cultura dell’Open Governement anche attraverso i social media e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
7 – Educare alla partecipazioneLo  Pubblica Amministrazione promuove la partecipazione di tutti i cittadini alla gestione  della cosa pubblica anche attraverso il ricorso alle tecnologie dell’informazione, eliminando ogni discriminazione culturale, sociale, economica, infrastrutturale o geografica ed educando alla partecipazione come diritto e dovere civico di ogni cittadino.
8 – Promuovere l’accesso alla ReteLa tecnologia, ed in particolare internet e gli strumenti di accesso alla Rete, sono elementi abilitanti ai processi di partecipazione. Per questo motivo è dovere dello Stato consentire a tutti i cittadini di accedervi e promuoverne la cultura d’uso.
9 – Costruire la fiducia e aumentare la credibilità della PALa conoscenza e la partecipazione ai processi decisionali sono strumenti di costruzione della fiducia in un rapporto tra pari che coinvolge Amministrazione e Cittadini rendendo inutili gli attuali livelli di mediazione.
L’appartenenza agli stessi ecosistemi (digitali e non), la pratica delle stesse dinamiche sociali e servizi efficaci costruiti intorno al cittadino e alle sue esigenze aiutano ad accrescere la fiducia, la credibilità dell’Amministrazione e la condivisione degli obiettivi.
10 – Promuovere l’innovazione permanente nella pubblica amministrazione
La costruzione di servizi deve essere sempre realizzata in modalità condivisa e sviluppata, pensando l’utente al centro del sistema e mantenendo aperta la possibilità di far evolvere i sistemi.
Una innovazione permanente per garantire una revisione continua, nelle forme di utilizzo, negli adeguamenti tecnici, funzionali ed organizzativi sempre in linea con l’evoluzione dei paradigmi della Rete.