domenica 16 settembre 2012

Pericolo Tablet e Libri Scolastici Creative Commons

Oggi, dopo aver letto molteplici articoli sui giornali di bandiera dello stato italiano, opportunamente finanziati da fondi pubblici, posso gongolare per come hanno trattato il tema della scuola digitale. Una costellazione di luci in fondo al tunnel (speriamo!) peraltro molto accurata. Finalmente hanno portato a conoscenza di tutta la popolazione di cosa si vorrebbe fare e cosa nel concreto esiste oggi.
Poi, improvvisamente, mi sono allarmato. E non poco. Leggo la notizia, tremenda.
School girl chokes on tablet - Un tablet soffoca la studentessa.
Hyderabad, Sep 15 — In a tragic incident, a 10-year-old student died after a tablet distributed in her school got stuck in her throat. Khusbo, a fifth standard student of Marwari Hindi Pathashala in Secunderabad, took the de-worming tablet. She was taken to a private hospital where she was declared dead.
The girl's body was shifted to Gandhi Hospital in Secunderabad for autopsy. The girl's relatives alleged that the school authorities gave her an expired tablet. Police said they were investigating.
Hyderabad district collector Murtaza Rizvi announced Rs.1.5 lakh compensation for the family of the deceased.

Tranquillizzo subito chi non dispone di Google Traduttore: il tablet in questione, distribuito nella scuola indiana, ha portato alla morte dello studente, ma non era una mela morsicata. Era proprio una pillola per sverminare. Per fortuna in italia non può accadere: una madre romana, chiedendo istruzioni in un gruppo facebook su come poter sverminare suo figlio e' stata arrestata preventivamente dalla polizia italiana. Bisogna fare attenzione con le parole. Qualche giornale italiano ha cominciato a usare il termine tavoletta al posto del tablet. 
Tabula rasa, si diceva a scuola già ai tempi che si resettava l'eye-pad.

Finalmente riesco a leggere la pagina su repubblica che un amico mi suggeriva di leggere:

Benvenuti nella scuola 2.0 dove il libro è fai da te - Repubblica.it  Da Brindisi nasce il progetto 'BookinProgress". L'idea è quella di costruire volumi scritti sul campo per andare incontro al ritmo di apprendimento degli studenti. "Il libro di testo scolastico è uno strumento, non è il vangelo." Salvatore Giuliano, preside dell'Istituto Ettore Majorana di Brindisi, racconta la filosofia alla bcaliberase di "Book in Progress", progetto con cui da tre anni sta contribuendo a cambiare il modo stesso di formare gli studenti. "L'idea nuova  -spiega-  è che il libro di testo deve essere scritto sul campo, costruito sul ritmo di apprendimento degli studenti, perché oggi i nostri figli apprendono in modo diverso e bisogna andare loro incontro".
"E l'innovazione non resta nella scuola, ma investe anche le famiglie degli alunni. Da un lato devono affrontare l'acquisto del tablet, dall'altro però si trovano in casa un "pezzo di tecnologia collegato ad Internet e un figlio che spiega loro come usarlo."
Bene, benissimo! dico io. Libri di testo fatti dai professori insieme agli alunni, prendendo appunti e rielaborando le informazioni ritrovate in rete, messi a disposizione di tutti con licenze creative commons. E invece no, non si trovano tracce dei libri "book in progress" sul sito. Eppure http://www.creativecommons.it/nova24 cita espressamente "book in progress" tra le "iniziative volte a promuovere modelli di insegnamento/apprendimento aperti all'innovazione tecnologica, non solo sperimentando l'adozione di libri di testo rilasciati con licenze Creative Commons, ma aggiornando anche l'offerta formativa scolastica attraverso l'introduzione di strumenti ed approcci didattici multimediali."

Per capire cosa è successo basta continuare a leggere: "sono ben 800 i docenti appartenenti a 70 istituti scolastici che, armati di iPad e dell'app iBookAuthor che permette di creare testi digitali, sono impegnati a produrre contenuti, anche multimediali, per licei tecnici e professionali. Contenuti che poi gli studenti scaricano gratuitamente sul tablet e che volendo possono acquistare in formato cartaceo con 50 euro, coprendo solo il costo della stampa. L'autarchia è totale, perché solo i testi autoprodotti fanno da supporto alla didattica, e i libri "sono a disposizione unicamente dei docenti che collaborano a produrli o integrarli". 


Commento: Steve Jobs ci ha lasciati, ma ha fatto proseliti in tutto il mondo. Proprietario. 

Questa è la prima cosa da imparare
"le licenze con cui si rilascia (anche a pochi intimi) un’opera sono importanti, e quelle Creative Commons non fanno distinzione fra chi è nel progetto e chi è fuori."

Gino Roncaglia, docente di Informatica applicata alle discipline umanistiche, è invece cauto: "Ben venga la sperimentazione, ma il settore è ancora immaturo e deve crescere ". Per Roncaglia, ad esempio l'adozione stessa di iBookAuthor può essere un problema, perché usa un formato proprietario e limita l'esperienza didattica al solo tablet della Apple. Servirebbero invece "standard comuni e hardware a basso costo" per garantire la libera circolazione delle informazioni. E poi c'è il problema dei mezzi e delle competenze: "I libri di testo specie se digitali - sostiene Roncaglia - richiedono un impegno editoriale enorme e non alla portata di tutti". 


Commento: Ma stiamo scherzando? Esiste il formato epub, standard. Puoi usare caliber. 

OpenOffice genera gia' il pdf e con l'estensione Writer2epub anche epub.

A metà strada tra le due visioni, l'esperienza raccontata da Domizio Baldini, ex professore di italiano presso l'Istituto Comprensivo Cecco Angiolieri di Siena. Ora in pensione, Baldini è stato insegnante in una "classe 2.0" dove la didattica tradizionale è affiancata dai tablet. Adottando applicazioni gratuite per la creazione di mappe mentali come Mindmaister o iBrainstorm. Gli studenti sono stati coinvolti nella creazione di ebook multimediali - realizzati con Creative Book Builder - diventati poi elemento di valutazione del loro percorso scolastico. E, garantisce Baldini, gli alunni hanno stupito per la loro creatività, dimostrando che "quello che per noi è tecnologia, per loro è ambiente", e deve far parte della scuola.


Fin qui la bella paginata di repubblica. Ma nella concreta esperienza di libri di testo?

"Mi butto contro lo schienale della sedia. La conclusione è che mio figlio a scuola andrà ancora con i libri di carta perché questi libri digitali sono fatti di un digitale sbagliato. Sono stati costretti a diventare digitali dei contenuti che erano nati per essere di carta e che sono francamente spaventati. Questo sapere digitale ha paura di essere condiviso."  il blog di fabrizio venerandi la scuola e il digitale sbagliato


L'esperienza sul campo raccontata da fabrizio merita di essere letta integralmente!!

Merita dunque un solenne encomio e bacio accademico chi sta avanti al gregge.
http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/

Il progetto Matematica C3 per un Manuale di Matematica per la scuola secondaria di 2° grado scritto in forma Collaborativa e con licenza Creative Commons vuole sperimentare un nuovo modo di produrre manuali scolastici e un nuovo modo di fruirli. La licenza Creative Commons permette a tutti di scaricare, riprodurre, stampare, fotocopiare e distribuire liberamente e gratuitamente il Manuale. I dettagli su Copyright, tipo di licenza e autori sono riportati all'interno dei singoli capitolo del libro. Se sei un docente interessato alla versione cartacea del libro per una eventuale adozione fai una richiesta ainfo@matematicamente.it indicando la scuola di servizio presso cui ricevere la copia a stampa gratuita. Se vuoi collaborare alla realizzazione dell'opera o vuoi essere aggiornato sui suoi sviluppi iscriviti al forum per gli autori.

Molto bello!

Segnalo anche un bellissimo blog dedicato alla didattica della matematica.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Beh! Buonasera a tutti. Chiaro che deve crescere, ed ha bisogno di tempo, forse proprio per maturare quelle competenze, che, alcune volte si posseggono ed altre volte sono richieste, ma tra le varie crescite, mi permetto di segnalare questa realta':
http://www.istitutovolterra.it/dipartimenti/matematica/dipmath/libritesto.html
Potrebbe incuriosire. Buonasera di nuovo Pasqualino

Marco Baldassari ha detto...

Ho letto Matematica I e sia come contenuti che come forma espositiva e struttura editoriale mi piace molto. Complimenti. Bravi!!